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Ieri sera sono uscita, sono andata a ballare con i
miei amici. Mi sono divertita, abbiamo parlato, riso, scherzato, ballato,
cantato e soprattutto abbiamo bevuto.. le solite cose che si fanno con gli
amici, il “solito” sabato sera. Ma io.. non mi sentivo completamente a mio
agio. Mi continuavo a guardare in giro, guardavo lei che cantava, incrociavo
spesso il suo sguardo, mi sorrideva. Sono uscita a fumare una sigaretta, ho
visto la luna e ho pensato che io e LEI siamo sotto la stessa luna, che
nonostante la nostra distanza fisica i nostri cuori sono sempre insieme.
Guardate tutti in cielo la sera. Quella luna è la stessa per tutte noi eppure i
chilometri che ci separano sono così tanti. E’ strano, vero? Dopo aver preso
una boccata d’aria ed essere sprofondata ancora di più nei miei pensieri sono
rientrata, decisa a lasciarmi andare un po’, a pensare meno, a divertirmi e
basta, ma non è stato così semplice. Guardavo intorno a me e vedevo i miei
amici che si divertivano, che non pensavano a niente. Per un istante li ho invidiati.
Fissavo la cantante, non so nemmeno io il perché, forse perché il posto in se
mi ricordava lo storyville, forse perché l’ultima volta che ho sentito qualcuno
cantare dal vivo ero con LEI, forse perché il desiderio di sentire finalmente
cantare gli YELLOW HOUSE su un palco è molto forte, forse perché la cantante
stessa continuava a fissarmi, non so per quale motivo, ma era come se qualcosa
mi portasse a continuare a guardarla. E a quel punto ho sentito una sensazione
strana, forte. Nonostante ci fosse nel mio gruppo un ragazzo a cui piaccio, un
altro abbastanza carino non pensavo affatto a loro, non pensavo a un ragazzo.
Non ci pensavo. Avevo un altro bisogno in quel momento, e nessun ragazzo
avrebbe mai potuto soddisfarlo. Mi sentivo così a disagio, ho desiderato con
tutte le mie forze che fosse già venerdì sera, di essere già al BLACK, di non
dover “nascondere” niente di me, niente. Volevo sentirmi libera. Volevo
stringere una donna tra le braccia, volevo poter accarezzare i suoi fianchi e
baciare il suo collo. Non avevo mai provato una sensazione così, non così all’improvviso.
Ripensando a ieri sera ricordo
perfettamente quella sensazione, ricordo il volto della cantante, i suoi occhi
e il suo sorriso, ricordo il casino che c’era, ricordo la mia voglia di
divertirmi ed il mio non sentirmi libera. Ricordo anche tutto l’alcool che ho
mandato giù, ma stavo bene, stavo bene fisicamente, non ero ubriaca. Ma dentro
di me c’era così tanta confusione. Non sapevo se volevo andare via, se volevo
restare, se bevendo ancora un po’ avrei risolto qualcosa, se lasciandomi andare
e lasciarmi scivolare sulla pista da ballo sarei riuscita a non pensare, non
sapevo niente. Solo che volevo una donna li con me. Alla fine ho scelto di bere
e iniziare a cantare e ballare. Forse ho fatto la cosa giusta, forse quella
sbagliata, non lo so. Alla fine il sabato sera è passato. Non vedo l’ora che
arrivi venerdì per sentirmi finalmente libera per qualche ora!!
Come vorrei già essere tra le braccia di Morfeo
adesso.. così, per avere qualche ora di relax, per poter non pensare, per far
passare veloce il tempo, perché quando dormiamo non sentiamo che passa. Oppure
vorrei essere li, con te. Non so dove sei, ne cosa stai facendo. Ti rivolgo i
miei pensieri, e nella mia mente iniziano a giungere miliardi di idee, tutte
diverse. Passano, sfiorano appena il mio cuore e scappano per lasciar posto a
chi dietro di loro sta attendendo il suo turno. Perché sono portata a pensare sempre al peggio?
Ciò che mi rimane in mente, che continuano a circolare sono i pensieri
negativi, le idee spero sbagliate, le mie paure più grandi. Perché succede
questo? E perché così frequentemente?
Ognuno di noi pensa in maniera diversa, ognuno
ragiona in maniera diversa, ognuno ha un diverso modo di collegare le cose,
ognuno ha dei ricordi, esperienze e sensazioni che spuntano fuori d’un tratto
per analogie che solo quella determinata persona riconosce. Ma che c’entra questo? Non lo so, sai, non lo so
nemmeno io. Lo pensavo e l’ho scritto, ma non posso pretendere che tu capisca
il perché, faccio fatica a capirlo io. Se tutti scrivessimo i pensieri che ci
vengono in mente di getto nessuno capirebbe quello che sta leggendo se non la
persona stessa che ha scritto. Beh, e con ciò?
Dove sei? Cosa stai facendo, a cosa stai pensando?
Forse stai pensando a me, forse no. Forse stai facendo una cosa giusta, forse
una sbagliata, oppure ne stai facendo una che non si può considerare ne giusta
ne sbagliata. Sono triste ora, sai? Anche prima lo ero. Ho
cercato di dormire, per una manciata di minuti ci sono riuscita, ma non è
servito a molto. Quindi forse tra le braccia di Morfeo non è proprio vero che
ci vorrei tornare. Ultimamente sogno tanto, ogni notte un sogno
diverso, ogni volta però con le stesse protagoniste. Ogni tanto qualcuno si
aggiunge, qualcuno viene meno, ma certe persone sono costanti. Potrebbe voler
dire che ho la consapevolezza e la fiducia che quelle persone non mi lasceranno
mai, oppure significa che sono importanti per me e che quindi trovo il modo di
tenerle sempre con me anche se ciò non è possibile, o forse è solo una
coincidenza, dove non c’è niente da capire, niente da spiegare, forse ogni
sogno è a se e non ci sono legami tra i sogni. Sogni sogni sogni.. è una delle cose più belle al
mondo a parer mio, una di quelle che ti fa andare avanti.. e anche una delle più
astratte. Dopotutto si sogna con il pensiero, con la fantasia, con l’immaginazione,
con la speranza.. tutti elementi astratti.
Ci sono così tante cose che vorrei dire. Forse non
ne dovrei parlare. Forse non dovrei nemmeno provare questo desiderio di dire
tutto quello che vorrei. “a volte il modo migliore per dire le cose è rimanere
in silenzio” si, a volte. Quante volte vengono fraintesi gli sguardi, le
espressioni, i gesti. E quante volte una parte o l’altra non ha la minima
voglia di chiarire perché si pensa sia così, punto e fine. Non credo sia
giusto. Bisognerebbe sempre ascoltare le persone, chiedere spiegazioni, essere
disposti a riceverle e a darle. Forse si eviterebbero tanti litigi inutile,
tante fratture di rapporti insensate, si vedrebbero le cose sotto una luce
diversa. Invece troppe volte non abbiamo la voglia di farlo. E’ più comodo dire
“io la penso così” e chiudere la cosa, facendo magari finta di ascoltare lo
stesso. Il mondo è troppo opportunista, falso, ipocrita. Le nuove generazioni
crescono sempre peggio, i valori vanno scemando. E’ questo che vogliamo?
Crescere in un mondo dove coloro che coltivano valori profondi si possono
contare sulle dita di una mano? Far crescere i nostri figli in un mondo dove la
parola “valore” si userà solo nella matematica? Non è questo che voglio.
Sono triste e non so a cosa voglio pensare, non
riesco a dare spazio ai miei problemi, non riesco a trovare il tempo per mettere
ordine, per analizzarli tutti fino all’osso, uno ad uno. Non trovo più il
tempo. Prima ero su un mondo mio, perché ora c’è qualcosa che mi trascina
prepotente fuori? Cos’è questa forza che non mi permette di stare nella mia realtà?
Cosa sta facendo cambiare il mio mondo personale? Io.. non voglio che cambi.
Ora torno di la e aspetto che tu venga da me,
aspetto il tuo arrivo, aspetto di vederti avanzare verso di me, fermarti a
pochi passi, sorridermi e tendermi la mano, così da portarmi via con te per
sempre. So che non sarà facile questa attesa, so che sarà lunga e so che mentre
aspetto molte cose potranno cambiare. Ma io ti aspetterò comunque.
Non so se capirai quello che ho scritto, non so se
lo capirai fino in fondo, non so se le mie parole avranno lo stesso significato
che gli ho attribuito io. Non lo so, ma queste cose te le dico lo stesso, forse
solo perché tu le sappia.
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